Al centro commerciale del Nord.
– Buongiorno. Senta, mi scusi, io avrei comprato questo vaso qualche giorno fa, ma l’interno si sgretola e temo sia tossico per le piante. Vorrei cambiarlo
L’impiegata finge di non ascoltare e resta a testa bassa, coi capelli biondo cenere che si portavano nel ‘90 a forma di tenda che le nascondono il viso, mentre continua a compilare scartoffie, forse i documenti di divorzio. Dopo un paio di minuti, fa cenno con l’indice di aspettare e prende una telefonata con sguardo solenne.
– Sì… Sì… Va bene… Eccomi. Allora, che le serve?
– Sì, come ho detto prima, vorrei cambiare questo vaso
L’impiegata arriccia le labbra e tenta di studiare l’abbigliamento della cliente, per capire se può respingerla a causa della sua estrazione sociale. Ma la signora ha due perle enormi ai lobi e allora cambia tattica.
– Capisco… Lo scontrino?
– Eccolo qua
– È un po’ stropicciato, vedo…
– Eh, nella borsa, succede
– Dunque… Noi effettuiamo cambi solo entro sette giorni
– Sì, ne sono passati sei
– Sette giorni, ma dobbiamo considerare l’ora in cui lo scontrino è stato evaso
– Scadrà domani mattina alle dieci e dieci
L’impiegata tamburella lo scontrino con le unghie smaltate di azzurro pastello.
– Dunque… Per effettuare il cambio deve essere la seconda settimana del mese
– Siamo all’undici aprile
– Durante il plenilunio. Senza nuvole
– C’era luna piena molto limpida, ieri sera. Lo so perché mio marito è un appassionato, ha il telescopio
– Sua figlia è maggiorenne?
– Sì
– Non possiamo effettuare cambi in presenza di figlie femmine maggiorenni
La signora afferra la piccola nascosta sotto il bancone.
– Ne ho un’altra di otto anni, eccola
– Bene… Molto bene… Da quale entrata del centro commerciale è arrivata?
Le due stringono gli occhi e cercano di individuare segni di cedimento reciproci, gocce di sudore sul mascara e micro espressioni facciali che possano ingannare l’avversaria.
– Da quella ovest…
L’impiegata si tocca il petto e traballa, esausta.
– Ora le stampo un documento… che attesta che avrà un buono da otto euro e cinquanta, da spendere entro 48 ore, se sceglie un articolo sugli scaffali dall’1 al 5, camminando all’indietro e senza aver effettuato messe in piega nella settimana in corso

Al centro commerciale del Sud.
– Saaalve, senta qua, io ho comprato questa fioriera, ma s’è subito sgarrupata, appena l’ho messa sulla ringhiera, e questo sinceramente non mi pare giusto. Io spendo i soldi. Mio marito fatica una giornata sana. E poi vengo qua a comprare e succede questo
– Signora, eh, quello po’ il freddo siberiano che è tornato… Vediamo un po’. Ce l’avete lo scontrino?
– Eh no, che facevo, me lo conservavo? Mai a pensare che uno compra ’na fioriera e questa non funziona come deve funzionare, non siete d’accordo? L’ho buttato, e ovviamente
– Uh maro’… SIGNOOORAAA!, ma mo vi ho riconosciuta! Ma voi siete la mamma di Roberta! Io sono Maria, la figlia della signora Maria. Eh, sì, pure mia mamma si chiama Maria, l’ha deciso nonna. La gente ci chiama e ci giriamo assieme. Io stavo nascendo, quello c’era la processione fuori dall’ospedale, e nonna ha detto senti, facciamo così, chiamala Maria e u’ Signore ti ringrazierà. E comunque, io sono andata a scuola con vostra figlia! Le elementari, abbiamo fatto! Venite con me, mo’ la andiamo a cambiare la fioriera, non vi preoccupate

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One thought on “Cambio merce al centro commerciale: NORD contro SUD”

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