Io ti capisco, donna. Veramente.
A scuola ti sorride, ti corteggia, bacini, mani intrecciate, mimose per la festa della donna, le rose per il tuo compleanno, e quando un po’ restia accetti di dargliela perché se l’è sudata, lo dice a tutti e diventi la mignotta della Quinta B.

Sogni l’amore vero, da cinema, e ti dicono che corri troppo, non stargli addosso, sei sempre la solita.

Freni, sparisci per qualche giorno per vedere se ti cerca ma sparisce pure lui.

Ma come, sembrava preso, per tre sere ha detto “resta a dormire”, mi ha regalato un portachiavi…

Aspetti, alla fine chiami tu e ti risponde “scusa, ho un esame martedì, sto lavorando troppo, vediamoci sabato, andiamo a mangiare una pizza e poi magari cinema”.

Va bene, povero, ha detto che è pieno di lavoro.
Sabato aspetti ancora che si faccia vivo, ha detto pizza e cinema, giusto? Aspetti a colazione, aspetti a pranzo, nel pomeriggio hai bisogno di capire se farti lo shampoo e la ceretta, ma se gli scrivi sembri disperata. Ti prepari, non si sa mai, magari telefona all’ultimo momento.

Resti a fissare Whatsapp perché risulta connesso tutto il giorno ma comunque non ti caga. Alla fine ti scrive alle undici di sera per bere una cosa da lui, ma sei già al letto e lui si snerva pure perché fai sempre quella complicata, mai flessibile.

Non lo capisci, ti arrabbi e le amiche ti rimproverano che ci credi troppo, dovresti prenderla come viene, senza aspettative.

Ok, niente aspettative, lo mandi a fanculo.
Diventi disillusa perché per la trentesima volta incontri uno che ti dice “buongiorno stellina?” e poi alla fine aggiunge “ma guarda che non significa che stiamo insieme, eh”.

Ti allontani dal desiderio di avere un compagno e ti urlano stronza, egoista, pensi solo ai cazzi tuoi, puttana.

T’impegni su te stessa e sul lavoro per non avere più mortificazioni e passi per la strega tutta carriera e aperitivi, non sei femminile, non ti sposerai mai, intimidisci gli uomini, sembri troppo sicura di te, puttana.

Ti godi il sesso con chi ti pare come fa lui, perché nessuno lo rimprovera e sembra divertente, ma ti chiamano cagna, croccantini, senti come abbaia, vai sempre a ballare, ma non ti vergogni?, puttana.

Superi i trent’anni, vorresti innamorarti e cenare con della pasta asciutta con qualcuno, ma scappano appena vai a fare la spesa perché non reggono l’ansia.

Resti muta e si innamorano loro, chiamano quaranta volte al giorno, ma dove vai?, con chi esci?, perché non rispondi?, so che ti vedi con le amiche ma faccio un salto per salutarti.

Ti cagano il cazzo e sono morbosi ma passano per quelli romantici, e se rispondi tu “non corriamo troppo”, ti ripetono che sei una puttana, giochi con i sentimenti, le donne sono tutte uguali.

Le altre si sposano e divorziano e tu non riesci ad avere neanche un terzo appuntamento, e allora dici sai che c’è?, divento mamma da sola, vorrei dare a qualcuno l’amore che ho.

Ti chiamano di nuovo puttana, egoista, ma non pensi a come crescerà?, ci vuole un padre, non ce la farai, non puoi stare da sola, chi ti monta le mensole in camera?, cadrai in depressione.

Allora ti prendi un gatto e ti chiamano gattara, perdi tutte le amiche già sposate, fai tenerezza e un po’ pena, povera cara.

Incontri quello fidanzato che sta per sposarsi. Su Facebook ti scrive “sei bellissima, penso sempre a te, i tuoi occhi mi hanno stregato, mi mandi una foto porca?”, passate una settimana a chattare, vorrebbe incontrarti.
Se lo confidi a qualcuno passi tu per la troia, non lui che tradisce.
Gli mandi le foto porche e dopo un’altra settimana si sposa pure lui e sparisce.
Non l’hai mai incontrato.

Conosci quello sposato da anni, si sta separando, non si amano più, è complicato, “mi sto innamorando di te, giuro, la sto lasciando, voglio mollare tutto, staremo insieme”.
Si compra un telefonino a parte per chiamarti di nascosto, scopate per un mese, poi di nuovo “è complicato, veramente, i bambini, non so come fare, oggi non posso rispondere, andiamo in vacanza a Riccione, gliel’avevo promesso da tempo”. Sparisce.

Hai superato i trentacinque, tu sei una zitella e lui passa per scapolo. Da te scappano perché alla tua età vorresti di sicuro una relazione seria, con lui fanno a gara a chi se lo piglia.

Hai paura che nessuno ti amerà mai, ti metti a piangere davanti alle repliche di Sex and the City e Una mamma per amica. Poi ti telefona tua madre che ti domanda come sta Giovanni, quello che frequentavi all’università, sembrava un tipo a posto, “mamma, si è sposato cinque anni fa”, “tesoro devi fare qualcosa, non puoi stare da sola”.

Ti metti i calzini di spugna e il pigiamone, ti siedi sul letto con un calice di vino e finisci nel vortice dei #ciaone #maiunagioia #singleèbello.

Arrivi ai quaranta e ti sei rotta di portare il reggiseno, ti lascia i segni sulle spalle, e vaffanculo alla dieta, al trucco e allo struccante, allo spinning, agli uomini, al capo, alla papaia in offerta, ai tacchi che fanno male alla schiena, alle mestruazioni, alle madri del palazzo che ti guardano strano e sai che c’è? Vaffanculo pure al gatto, che pensa solo a mangiare e quando lo accarezzi ti graffia, “questo è il ringraziamento, brutto stronzo!”.

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0 thoughts on “Essere una donna single è una tragedia”

  1. Tutto troppo vero. Che poi una tenta pure di andare oltre ma poi ecco la domanda inopportuna dell’amico di turno (ultra fidanzato) che ti chiede “e tu a farti un fidanzato non ci pensi mai?”. Come se fosse semplice. Come se fosse come fare un dolce: metti * di farina,un pizzico di sale, un uomo qualsiasi preso in una discoteca, una spolverata di baci e un pizzico di parole e TADAN ecco una relazione. Non funziona così. O meglio io NON funziono così.
    Funziono a rallentatore: devo conoscere,parlare,respirare un uomo per buttarmi. Non riesco a prenderne uno qualsiasi al buio di una discoteca. (Non dico che sia sconveniente o da tro**a,non riesco io a farlo).

    Mi dico che alla fine va bene così. Sono libera di partire,studiare ovunque, lavorare ovunque. Poi però vedo una coppia abbracciarsi e mi commuovo.
    A volte sono stanca di ” far la forte” da sola. A volte vorrei essere confortata.

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