“Prima di contattare leggi profilo”
Sei chilometri di pippone in cui sostiene di essere una persona alla mano, dinamica, sportiva, discreta, educata, amante della buona tavola, orientata al buddismo, appassionata di musei e saggi sul femminismo. Si descrive minuziosamente scegliendo i connotati più brillanti da egomaniaco, e tutto questo contiene il messaggio poco velato “sto cercando un tizio perfetto quanto me, una fotocopia”.
L’omosessualità, però, comporta spesso disturbi dell’attenzione, nessuno legge niente che non sia la locandina dei saldi al 70% o quella delle serate naked in disco, e quindi il profilo appassisce nella dimenticanza generale.

“Cerco uomo intelligente, carino, carismatico, divertente, educato, lavoratore, sportivo, che creda nella cura del corpo e della mente, passionale”
A differenza del pazzo di sopra, questo tizio sa di essere un povero stronzo, carente di ogni sorta di virtù e single da un’eternità, ma a tempo perso lascia comunque l’annuncio sulle app. perché non si sa mai. Così come ci si iscrive alla newsletter degli annunci di lavoro sul web che offrano posto come segretaria in Montecitorio, anche se sappiamo che non ci contatteranno mai, se non per quelli delle imprese di pulizie.

“Fatevi sotto!”
In quinta, senza pietà.
Solitamente un ragazzo-ficus da appartamento che non sa ancora se preferisce il menù pollo o quello hamburger, figuriamoci se abbia la minima idea di cosa cerchi nella vita.

“Non ho foto viso, se volete ho skype”
I soliti sposati che si comportano come se vivessimo nel 2001.

“Sex senza complicazioni”
Un’intramontabile quanto enigmatica premessa che in genere porta a due giorni di chat mentre stai sotto le coperte ad ammuffire, durante il weekend libero. Accordate poi un incontro sessuale ma cominciate ad anticipare le varie manovre di interesse, tipo “tu mi fai questo, io ti vengo dentro, tu ti pieghi in questo modo e io ti sforbicio, tu inginocchiato e io spalle al muro, poi mi dici che sei troia, mmm sì, così, ah, sì” finché uno dei due non si addormenta col cellulare in fronte e la bava sul cuscino, e il giorno dopo risponde “scusa, sono crollato”, e la cosa finisce lì.

“BonoxBono”
Slogan per legittimare un’esistenza scialba e scandita da: grugniti in palestra; bilancieri da trecento chili che comporteranno osteoporosi precoce e complicazioni temporomandibolari; mezzo stipendio speso in steroidi e sfilate snob nelle docce, per sfoggiare la sinuosità dei seni-pettorali pompazzati (che però non lascia toccare a nessuno, perché si ritiene troppo bono); ritorno a casa solo ma pieno di like su Twitter, su cui coltiva un piccolo regno di fanatici grazie ai quali si sente ’sto cazzo.

“Se non rispondo è già una risposta!”
La principessa del reflusso gastrico ha decretato la sua legge.
La variante gay della figa di legno.

“Cerco chi mi faccia ritrovare il sorriso”
Sportello telefono amico, chiamare dalle 9:00 alle 12:00, sabato e domenica chiusi.

“No effemminati!”
Pretesa degli stessi effeminati bellicosi per scoraggiare i rivali dall’avvicinarsi.

“Scoprimi”
Ma perché devo scoprirti io? Ti ritieni così speciale?

“Che cerchi? – Poi si vede”
Una scopata, ma non riesce a superare lo stigma cattolico secondo cui il sesso senza il fine della procreazione è una cosa perversa, e quindi millanta di cercare appuntamenti per non sentirsi troia.

“Salerno 29.9 – Roma 3.10 – Bologna 7.11 – Milano 15.11”
Zucculoni in tour.

“Viviamo al massimo la vita”
I capelli unti, gli occhiali rettangolari con la cornice d’avorio, il cappotto nero lucido, l’appuntamento del sabato per le prove del coro in chiesa, la carnagione malaticcia e sette anni di sfiga per non aver condiviso una catena di Padre Pio su Whatsapp.
È una soave Suor Maria di Dai cantiamo insieme ma col pesce (minuscolo, ovviamente).

“Cerco amore”/ “Solo amore! No pervertiti!!!!”
Ma l’ansia?
Un ragazzo tutto sommato a posto, ma che fallisce nella strategia di marketing e finisce per spaventare a morte chiunque gli si avvicini, passando per una cozza gigantorrenda disperata.

“No cessi, ciccioni e vecchi”
Muoio dalla voglia di sentirmi sotto esame con uno del tuo calibro emotivo.

“Vivi e lascia vivere”
Che significa “popper e lascia popper”.

“Viviamo in un’epoca in cui le cose superflue sono le nostre uniche necessità. Oscar Wilde”
Teso’, hai un inderogabile bisogno di pane, gioia e mortadella.

“Cerchiamo terzo per fun. Pulizia, educazione, discrezione”
E alle prime dieci telefonate una pentola antiaderente.

“Solare, semplicemente me”
L’amico di tutti. Solo amico, perché arrapamento zero.
È quello che ti guarda da lontano ascoltando Laura Pausini in cuffia, e si innamora di te col vento che gli accarezza il viso, non sa confessartelo, e tu invece gli racconti l’ultima trombata atomica dell’altra sera con due netturbini, uno spagnolo in Erasmus, un vibratore, cinque dildo, una parrucca e un giravite elettrico, senza risparmiarti i dettagli liquidi, e lui ci muore dentro.

“Cerco relazione”
E certo, è facile quando sei single. Mica lo sa che dopo quattro mesi comincia il calvario del “dove sei stato? Chi è quello? Ma quella troia ti guarda, che zoccola! Mamma ha detto che domenica stiamo a mangiare da lei. Tu sei cambiato. Ti sento distante”.

“Giochi fra maschi di testa e di modi”
Solo per chi fa cose molto virili, per esempio tifare per l’Empoli, il metalmeccanico o unire i bianchi coi colorati in lavatrice a 90°.

“Solo per riservati”
In genere sono sociopatici finti etero che vivono all’ombra di una madre tiranna, che ancora dice alle amiche della messa che suo figlio di quarantatré anni non ha trovato la donna giusta, perché è troppo buono d’animo e le donne sono tutte puttanazze maligne.

“SerioxSerio”
Quelli di provincia alle prime esperienze, non ancora dichiarati, impauriti all’idea che incontrare altri gay voglia dire mummificarsi di piume rosa, avere un atteggiamento esuberante e fare le esaurite sul bancone del bar sotto casa, con zio Ciro esterrefatto che prepara il caffè. Solo perché il primo film a tematica che hanno visto in streaming è stato Priscilla la regina del deserto, e sono rimasti sconvolti.

“Dopo il CIAO allegate foto oppure non rompermi i coglioni, datti fuoco, mollami!”
Che Dio abbia cura di te e delle tue medicine per la pressione.

“No psicopatici”
I non dichiarati che vivono con i genitori anziani e hanno paura che il gay di turno, dopo il primo incontro, si presenti sotto casa all’una di notte, nudo, con un cetriolo in culo e del cuoio allacciato addosso, e urli a tutto il vicinato “è femminellaaaaaaa! Come me! Si ballaaa!”.
Ma chi ti caga.

“MaschioXmaschio”
Sai quante risate a decidere chi deve fare il passivo, per non sentirsi demascolinizzati.

“Sono solo passivo!1!!1!”
Purtroppo la statistica vede il rapporto tra passivi e attivi di 14 a 1, perciò non viene mai contattato.

“Solo e soltanto x dotati, rumeni e camionisti”
Attenzione a non scivolare nei pressi del buco nero spazio-temporale che ha al posto dell’ano.

“Riservatezza e rispetto reciproco”
Nessuno deve sapere che gli piace il provolone, se no perde l’eredità di famiglia che si passa solo ai figli maschi che stendono il lenzuolo macchiato di sangue di vergini.

“Bisex per bisex”
Nessuno deve sapere che gli piace il provolone, se no la fidanzata trasferita da poco a Roma per entrare nelle graduatorie e diventare maestra, e che vede solo nel weekend, comincia a fare domande sospettose e gli fa la piazzata che è ora di avere un figlio.

“Solo ciccioni”
Ma se l’anno scorso andavano di moda i massimo 67 chili!

“Solo over 40”
Come se avere trent’anni ed essere precari non fosse già abbastanza.

“Solo manzi e musclebear”
Vabe’, mettetevi d’accordo.

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0 thoughts on “Le frasi sceme dei gay sulle app.”

  1. grande,a questa frase ho riso per ore come un pirla ahahahahaha
    “Scoprimi”. Ecco qua: sei troia.
    per non parlare di “zoccole in tour” ahahahah
    ma è una fantastisca raccolta con esilaranti commenti purtroppo verissimi
    stavolta mi hai fatto ridere di gusto

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