Quando mi dicono che le coppie gay non hanno competenze per crescere un bambino, penso che ho fatto il barista per dieci anni e di famiglie tradizionali a cui non si dovrebbe affidare manco una bouganville ne ho servite tante. E oggi le rivedo ai tavolini dei bar in cui scrivo. Come poco fa. Lei sui 28, dalla faccia un po’ gnorri e indolente, forse una di quelle che si è ritrovata madre solo perché col fidanzato pare brutto usare il profilattico, e altrettanto sconveniente è l’ipotesi di interrompere, ancor prima di chiedersi se le finanze o il proprio bagaglio umano lo permettono. Vestita Desigual coi jeans strappati, la coda di cavallo di tre tinte diverse, occhiali da sole macchiati dalla tanica di fondotinta spalmata in faccia, sigaretta in una mano e cellulare brillantinato in un’altra. Spiaggiata ai tavolini di fuori, ha dato un urlo debosciato al compagno, perché si muovesse a ordinarmi il cappuccino. Suo figlio di tre anni, bello chiatto chiatto come quei testimonial per la lotta al cibo fastfood, nel frattempo strillava isterico «PATATINEEE!», e sbatteva col triciclo contro la colonna del bar, lasciando i segni neri sull’intonaco, scassando le palle ai clienti civili e sperando che uno dei suoi genitori biologicamente compatibili si accorgesse di lui, prima di ottenere un trauma cranico per i colpi. Alla fine, il padre con la tuta e le Nike nuovissime ha servito la colazione alla fidanzata e ha poi raggiunto gli amici della PlayStation 4 dall’altra parte della strada, con una tale fretta che l’istinto paterno non è riuscito a stargli dietro.
Quando mi dicono che le coppie gay non sarebbero idonee a formare una famiglia, penso che non so ancora se potrò fare meglio di questi due sbandati. Ma se è vero che essere cattivi genitori non è illegale per gli etero, allora pretendo il diritto di poter essere anche io, nel caso, un cattivo genitore gay senza dover chiedere il permesso e l’approvazione di giornali, temi etici, Adinolfi, sentinelle in piedi, opinione pubblica e politici che aspettano direttive da Bertone.
Questa è democrazia.

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0 thoughts on “Perché solo i genitori gay devono dimostrarsi capaci?”

  1. Mamma mia, anch’io lavorando a contatto con il pubblico più volte ho dovuto faticare per non sbottare alla volta di genitori-per-caso che trattavano il loro figlio come avrebbero trattato un cagnolino.

  2. moglie-mamma.maestra..non devo darti ragione ma ragionissimo purtroppo..ho lavorato nei nidi d’infanzia x svariati anni..e ne ho viste di ogni genere..posso portarti esempi anche di coppie che hanno fatto il diavolo a quattro x adottare e poi ciao ciao al paccottino quando non soddisfa più..essere genitori è un continuo corso di aggiornamento, dove nonostante l’età ti tocca studiare e studiare..per non parlare delle scenette alle quali si assiste in giro per negozi e centri commerciali..mah!!

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