“Ciao Pierpaolo,

ho letto il post sul rapporto tra la tua omosessualità e i tuoi genitori. Più o meno vivo la stessa situazione familiare, con la differenza che io ho paura di parlare e aprirmi, anche se i miei sanno ma tacciono. Tra l’altro sanno che sono lesbica da più di un anno, perché avevo deciso di confidarmi e renderli partecipi di una parte di me. Avevo e ho una ragazza che vorrei tanto conoscessero, ma non è mai successo. La psicologa dice che ho fatto un passo da gigante a parlare della mia sessualità ai miei genitori, e forse è così, ma volevo smettere di fingere e di avere paura. Volevo essere sincera con loro e in cambio mi aspettavo comprensione, invece non è mai arrivata.
Non riesco, però, a fare come te, a staccarmi piano piano da loro. Forse sono debole o semplicemente vorrei tanto essere capita e accettata. Perché se cominciassero loro, per me sarebbe tutto più semplice, anche là fuori.
Spero anch’io di trovare la forza e il coraggio necessari.

Anonima.”

Cara Anonima,

credimi, è naturale sperare nell’accettazione dei propri genitori. Sono le persone che ci hanno dato la vita e ci imprimono l’ambizione atavica di ripagarli, di renderli fieri di noi. Perciò la loro lontananza, la loro poca empatia nei nostri riguardi, è per noi una metafora. La vediamo come una carenza da parte nostra, come un non meritare la loro comprensione perché forse stiamo sbagliando qualcosa, o addirittura siamo sbagliati noi. Ma la famiglia non deve diventare una gabbia. Non deve frenarti e neppure guidarti verso direzioni che altrimenti non prenderesti. Non devi convincerti che il suo appoggio sia vitale, nonostante sia prezioso, e che se non riuscirai a ottenerlo allora sarai incompleta, monca.
Non sempre va come vorremmo, non sempre le persone fanno la cosa giusta o quella ragionevole, non viviamo nel Mulino Bianco. Dobbiamo imparare a reagire, non a patire le scelte altrui. Se i tuoi genitori, col tempo, ce la faranno ad aprirsi con te, allora ne sarai felice, festeggerai. Ma sono umani, possono sbagliare, potrebbero non sapere neppure come si fa, a essere persone migliori. Appartengono a generazioni più buie e meno libere, e non per questo ti vogliono meno bene. Quando avrai il coraggio di sprigionare i tuoi sentimenti e di sconvolgerli con la tua richiesta d’aiuto, senza più remore e paure, allora prenderanno la loro decisione, di apertura o chiusura. Potrai ringraziarli, perdonarli, mandarli a fanculo. Ma comunque vada non mettere in discussione la tua vita. Sii forte.
L’amore è ovunque, non solo nei genitori.

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