Riguardo a “genitore 1” e “genitore 2” che il governo vuol far diventare nuovamente mamma e papà, proprio stamattina ho fatto una passeggiata nel parco archeologico di Paestum, il mio paese. Davanti a me c’erano una mamma e un papà. Lui teneva sulle spalle una bambina di credo 5 anni, mentre con la mamma ce n’era una di 10. Gli sono stato dietro per un po’, senza volerlo, stavamo solo facendo lo stesso percorso, e la cosa che mi ha sbalordito è stata il modo in cui il papà istruiva le figlie su tutto, spezzando un ramo di fico e mostrando la linfa bianca, indicando il tempio greco e raccontando una storia sulla dea Atena a cui è dedicato, dicendo loro cos’è il caglio del latte e come si fanno le mozzarelle. La mamma invece si occupava delle loro teste esposte al sole, dell’acqua per idratarle, della mela da mangiare per gli zuccheri.
Mi ha sbalordito perché questo capita spesso, ma non così spesso come la chiesa e il piccolo governo di ciarlatani ignoranti vorrebbe farci credere che succeda nelle famiglie tradizionali, solo perché ci sono una mamma e un papà, quando poi la realtà dei fatti è che tante famiglie esistono perché è semplicemente capitato, perché non si usa il profilattico, o per noia, o per obblighi sociali che vengono dalla cultura del “ormai sei grande, sposati e fai dei figli o ti faremo sentire anormale per il resto della tua vita”. Senza parlare dell’usanza di mettere al mondo dei figli anche se non ci sono le condizioni economiche per farlo, ma anzi vedendoci della nobiltà nella sofferenza, nel sacrificio e nelle rinunce, salvo poi far vivere quei bambini nell’indigenza e nelle carenze.
Nel mio paese c’è un preoccupante ritorno di giovani sbandati appena ventenni che fanno sesso senza precauzioni, spensierati e ignari delle conseguenze, e figliano senza avere un lavoro o una casa o una qualsiasi prospettiva, il tutto dovuto a poca istruzione, a volte analfabetismo quasi totale (un’altra bella ricomparsa degli ultimi anni) e anche a un’educazione carente che viene da chi si è occupato di loro. E sono allegramente disinteressati alle difficoltà, affidando i neonati alle nonne e sbattendosene altamente, e li vedo poi arrancare annoiati alle festicciole patronali, con la sigaretta tra le dita a pochi centimetri dalle teste dei bambini, e magari le belle usanze conservate di portare i figli sani da chi ha la varicella per “vaccinarli alla vecchia maniera”. Dei bambini che dovrebbero gestire altri bambini, insomma. Ma ehi, urrà, l’importante è che ci siano un uomo e una donna, niente gente dello stesso sesso! Sconsideratezza, ignoranza e povertà sono ben accette, ma omosessualità o ambiguità sulle etichette non sia mai.
Un’ora dopo mi ha poi scritto una mamma su facebook, dicendomi che sua figlia di 18 anni ha confessato di essere gay, che lo sentiva da quando ne aveva 12 e che aveva paura di uscire allo scoperto, e questa mamma le ha risposto che loro lo sapevano da sempre, la adorano e l’hanno portata al gay pride di Milano perché pretendono che sia felice e consapevole di essere al sicuro.
Queste due famiglie mi hanno sbalordito perché compiono gesti che dovrebbero essere normali, ovvi, e invece sono grandiosi. Ma soprattutto perché per me esprimono perfettamente il concetto di genitore, che non ha bisogno dell’etichetta di mamma e papà. Queste persone AMANO essere genitori. AMANO aver messo al mondo altre piccole persone di cui prendersi cura. AMANO trasmettere dei valori, la conoscenza, la curiosità, il viaggio, la premura, l’affetto, l’educazione, la protezione. Così come tutte le mamme e i papà, etero o gay, che desiderano ardentemente dei figli e magari non possono, e vorrebbero adottare o ricorrere alla gestazione per altri, mentre quelle merde là fuori parlano del fatto che sarebbe innaturale, sbagliato, squallido. E sono delle merde perché l’unica cosa che fanno è bloccare il flusso dell’amore, e sono così cieche da non capire che l’amore è lì dove c’è il desiderio, dove c’è il bisogno di donare a qualcuno tutto questo grandissimo affetto che riempie il cuore, è così tanto che sta per esplodere e non andrebbe sprecato.
Perciò caro governo che tenti disperatamente di riportarci in un’epoca fatta di poca emozione sincera e tanti dogmi, ti prego, smettila di fare del male a questa nazione che invece vorrebbe soltanto andare avanti, dimenticare l’odio, la discriminazione e i divieti, e tornare a sorridere.
Famiglia non è solo mamma e papà perché ci sono le condizioni biologiche per inseminare un utero. Famiglia non è un figlio omosessuale cacciato di casa per un credo religioso. Famiglia non è l’obbligo di procreare perché la politica e la cultura retrograda ci fanno sentire incompleti.
Famiglia è dove ci sono una mamma e un papà, o due mamme, o due papà, o un genitore single, o degli zii, o una nonna, o un fratello maggiore, e l’unica, inviolabile voglia di prendersi cura di chi ne ha bisogno. Di creare felicità.
Tutto il resto è un mucchio di stronzate anacronistiche che piegano i deboli e gli ignoranti.

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