“Ciao Pierpaolo,

frequento un ragazzo da questa estate, lui classe ‘89, un po’ più piccolo di me. Etero. Finché non ha conosciuto me. L’ho corteggiato fino allo sfinimento, per mesi, con possibilità vicine allo zero che lui cedesse. Ce l’ho fatta. Lui è bellissimo, ma a parte questo è sensibile, tenero, affettuoso. Pieno di attenzioni per me.
Sono il suo primo ragazzo. Io ci vado molto piano, perché ho paura si “faccia male”. Nessuno sa di lui, non ha parlato di me con nessuno, ha difficoltà ad accettare ancora questa cosa. Eppure dice che mi ama, che mi considera il suo ragazzo. Passiamo un sacco di tempo insieme, dormo a casa sua più che a casa mia. Gli ho detto che nulla è irreversibile, voglio che si senta tranquillo, che non si senta forzato a fare nessun passo, lo voglio proteggere.
Gli voglio tanto bene. Ci siamo avvicinati moltissimo in questi mesi, io mi sono affezionato, ma non gli ho ancora detto “ti amo”. Non me la sento ancora, perché prima di lui ho avuto un ragazzo per cui sono stato tanto male, ho paura risucceda, mi lascio andare meno adesso. Gliel’ho detto, sono stato sincero con lui. Preferisco esserlo.
Al tempo stesso lui mi dice che non ha occhi che per me, che gli interesso solo io, che io sono la sua casa, la sua felicità. Io invece continuo a guardarmi intorno, mi sento sempre “esuberante”, mi capita di provare interesse, curiosità, per altre persone. E pure di questo ho parlato apertamente con lui. E quando glielo dico, lui ci resta male, vorrebbe che anche il mio mondo finisse con lui, come il suo finisce con me.
Mi dispiace ferirlo e delle volte penso che sono io quello sbagliato, che non riuscirò mai a essere monogamo. E mi sento pure sciocco perché penso di non essere mai stato così “voluto bene” da qualcuno in tutta la mia vita.

Anonimo.”

Caro Anonimo,

segui il tuo destino, e forse sarà più complicato, ma sarà il tuo e ti renderà libero dai rimpianti. Se non credi di essere monogamo, allora non forzarti. Ognuno, là fuori, dovrebbe avere il diritto di cucirsi addosso la vita di cui ha bisogno. Ci sono migliaia di modi per stare a questo mondo, e migliaia di modi per amare e farsi amare. Scegli quello che fa per te, proteggilo, combatti per la tua natura e renditi felice.

Il dolore e i sensi di colpa vengono spesso da ciò che intorno a noi è considerato “normale”, cioè qualcosa che capita più spesso di altro. Quando proviamo un’emozione, nutriamo un sogno, patiamo un’esigenza che invece si dissocia fortemente da come la gente là fuori si comporta, allora ci sentiamo quelli diversi, sbagliati, e poche volte troviamo chi è pronto a darci un abbraccio e a dirci che non c’è niente di male in ciò che siamo.
Viviamo in una società ipocrita, in cui la scuola, la politica e la religione canticchiano da sempre “seguite il vostro cuore!”, ma poi tutti insieme sono pronti a farci sentire diversi se lo facciamo senza attenerci a delle precise regole. Una società che ci racconta che possiamo fare ed essere qualsiasi cosa, eppure ci impone una gavetta sociale: una laurea, un buon lavoro, un mutuo per la casa, un matrimonio e dei figli.
Perfino nell’amore non siamo liberi. Dobbiamo giustificare perché ci siamo innamorati di una ragazza di colore, di un uomo molto più grande, di una vedova, di una persona dello stesso sesso o di un’altra religione, o perché il matrimonio non fa per noi, o non vogliamo diventare genitori, o stiamo bene da soli.

L’argomento coppia aperta è ancora un tabù che spaventa tutti, sia chi crede nell’amore devoto che quelli di larghe vedute. Nel primo caso, le persone monogame temono che parlare di coppia aperta possa portare via loro il partner. Nel secondo, chi sente di non essere monogamo si vede come il mostro del villaggio.

Probabilmente qualche volta soffrirai, caro Anonimo, e ti chiederai perché non puoi essere come i tuoi amici fidanzati e sereni, e che fine farai continuando così. Qualcuno ti dirà di mettere la testa a posto, o che se è vero amore allora questo o quello non si fa. Ma tu ricordalo: hai un cuore che batte, perfettamente funzionante.
Vorrei vivere in un mondo in cui ognuno si sentisse libero di amare come gli pare. Che si potesse amare qualcuno e restargli fedele, ma pure che si potesse amare qualcuno e provare attrazione per chiunque altro senza vergognarsene. Che si potesse amare, senza condizioni.
Forse non siamo ancora in quel mondo, ma io ti chiedo di seguire il tuo cuore, alla vecchia maniera, come consigliavano le nonne. Non si sbaglia mai.

Pensare che il nostro partner abbia la possibilità di fare sesso con qualcuno innesca la nostra atavica paura di essere sostituibili, abbandonabili, per niente unici. Ci aggrappiamo al legame e alla fedeltà per garantirci il nostro posto da “persona speciale”.
È comprensibile. Le paure sono comprensibili, e vanno accolte, alleviate, coccolate.
Fai capire al tuo compagno che è speciale perché lo hai scelto per la sua mente, per la compatibilità delle vostre anime, per il sorriso che ti viene naturale quando lo stringi o fa una delle sue battute, e non solo per il suo corpo. Rassicuralo ricordandogli che si sta insieme per l’affetto, non per la paura di restare soli o per impedire all’altro di innamorarsi ancora, e che il tuo affetto ha scelto lui e lui soltanto.
Promettigli di essere te stesso. L’amore questo è.
Un abbraccio.

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